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gio 22 mar, 2012
CNG - Antitrust e decoro professionale
tribunale

Per il Consiglio Nazionale dei Geologi va tutelata la dignità professionale. Ma secondo l'Antitrust il riferimento al decoro è una restrizione della concorrenza. La questione passa al vaglio della Corte di Giustizia Europea.

Nel 2010 l'Antitrust aveva comminato una multa da 14 mila euro al Consiglio nazionale dei geologi per non aver cancellato l'inderogabilità dei minimi tariffari.

L'Ordine dei geologi, nell'adeguarsi all'abolizione dei minimi tariffari inderogabili prevista dal decreto Bersani (decreto legge n. 223/2006), aveva introdotto la restrizione del decoro nella libera contrattazione del compenso professionale tra le parti. Un paletto in linea con quanto stabilito nell'articolo n. 2233 del Codice civile*, secondo cui la misura dell'onorario deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione.

Il parere dell'Antitrust
L'Antitrust, ritenendo il paletto del decoro una restrizione della concorrenza, sanzionò il Consiglio nazionale dei geologi imponendogli di porre termine all'illecito riscontrato. Secondo l'Autorità garante della concorrenza e del mercato le professioni sono da considerarsi come imprese e come tali devono sottostare alle regole del mercato.

Le osservazioni del Tar Lazio

Il ricorso al Tar Lazio presentato dai vertici dei geologi fu respinto, ma i giudici amministrativi ritennero viziata una parte della delibera dell'Antitrust, quella in cui si afferma che il riferimento, nel codice deontologico dei geologi, al decoro professionale come criterio di determinazione del compenso rappresenta una “restrizione della concorrenza”.

Palazzo Spada rimette la questione alla Corte Ue
Il Consiglio nazionale dei geologi propose appello al Consiglio di Stato, al quale si rivolse anche l'Antitrust nell'impugnazione dell'obiezione dei giudici amministrativi. Su richiesta del Cng Palazzo Spada, con l'ordinanza n. 1244 del 5 marzo 2012, ha rimesso alcune questioni alla Corte di Giustizia europea. Quest'ultima dovrà chiarire la distinzione tra impresa (e concorrenza) professionale e impresa (e concorrenza) commerciale, e stabilire se possa ritenersi finalizzato a comportamenti restrittivi della concorrenza il riferimento al decoro e alla dignità del professionista nella determinazione del compenso professionale.

 

*Art. 2233 Compenso
Il compenso, se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe o gli usi, e determinato dal giudice, sentito il parere dell'associazione professionale (ora consiglio dell'Ordine) a cui il professionista appartiene.
In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione.

 

Fonte: casaeclima.com




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