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gio 31 ott, 2013
Il geologo in ogni comune
Consiglio Nazionale Geologi C.N.G.

“Nel secolo XXI la geologia può, e deve, essere chiamata a mettere a disposizione quei contributi che la stessa società chiede in relazione ad una visione organica ed integrata del territorio e della sua gestione. Con un Ordine del Giorno abbiamo chiesto al Governo di istituire la figura tecnica del geologo in tutti i Comuni”. Lo ha affermato il deputato Antonino Moscatt incontrando oggi il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano ed il Consigliere dell’Ordine dei Geologi della Sicilia, Calogero Pecoraro

“A partire dagli anni ottanta ha ricordato Graziano - l’Italia subisce danni sempre più rilevanti, che costano mediamente 3,5 miliardi/anno con effetti significativi per l’economia nazionale. Sono 6.633 (82%) i comuni in pericolo per il dissesto idrogeologico ed interessano 2.951.700 ettari (9,8% del territorio nazionale); oltre la metà degli italiani vive in aree soggette ad alluvioni, frane, smottamenti, terremoti, fenomeni vulcanici e persino maremoti.

Negli ultimi 80 anni si sono verificati circa 5.400 alluvioni e 11.000 frane. All’Italia tutto questo costa e fa debito pubblico. Inoltre ci sono i dati del catalogo storico degli eventi geo-idrologici di oltre un millennio, realizzato dal Dipartimento della protezione civile e Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del CNR.

Le informazioni riguardano 1.676 frane avvenute fra l’843 e il 2012 – ha proseguito Graziano - che hanno causato oltre 17.500 tra morti, feriti e dispersi in almeno 1.450 località e 1.346 inondazioni verificatesi fra il 589 e il 2012, con più di 42.000 vittime e 1.040 località. Fra il 1960 e il 2012, periodo per il quale il catalogo è sostanzialmente completo, tutte le 20 regioni italiane hanno subito eventi fatali: 541 inondazioni in 451 località di 388 Comuni che hanno causato 1.760 vittime (762 morti, 67 dispersi, 931 feriti), e 812 frane in 747 località di 536 Comuni con 5.368 vittime (3.413 morti compresi i 1.917 dell’evento del Vajont del 1963, 14 dispersi, 1.941 feriti);

Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente le persone esposte ad un elevato rischio idrogeologico sono almeno 6 milioni - ha aggiunto Pecoraro - e gli edifici a rischio sono circa 1,2 milioni. Le aree ad elevato rischio sismico sono ben oltre il 50% del territorio nazionale e interessano il 36% dei comuni; le persone esposte ad un elevato rischio sismico sono 22 milioni e gli edifici a rischio sono 5,5 milioni, fra i quali ovviamente scuole ed ospedali. In aggiunta a tali informazioni, di natura assolutamente drammatica, ci sono le coste, che hanno subito attraverso una urbanizzazione sfrenata (non rispettando i vincoli imposti della cosiddetta “Legge Galasso” L. n. 431/1985), un’erosione dal 1985 ad oggi di ben 160 km di litorale; in 8 regioni italiane tra Adriatico e Tirreno, ben 1800 km di coste sono state trasformate dall’urbanizzazione. Si tratta di oltre il 55% delle coste analizzate”.

Adesso c’è un Ordine del Giorno presentato dal deputato Antonino Moscatt che impegna il Governo compatibilmente con le risorse finanziarie e con i vincoli di bilancio, a porre in essere tutti gli atti necessari per: “Favorire l’implementazione nelle Pubbliche Amministrazioni della presenza della figura tecnica di geologo – si legge nell’ODG - riconoscendone la peculiare specialistica professionalità; porre in essere un adeguamento normativo al fine di aggiornare i Piani Stralcio per l’Assetto Idrogeologico; istituire, di concerto con la protezione civile, il Servizio Geologico Territoriale e della figura del “Geologo di Zona”; porre l'attenzione alle professionalità presenti nella pubblica amministrazione ai vari livelli dove la geologia è davvero scarsamente rappresentata, definire con maggiore chiarezza il ruolo, le competenze ; composizione delle Autorità di Bacino Distrettuali, avviando urgentemente la loro costituzione, dotandole di adeguate risorse umane (in primis contemplando la figura del Geologo) e finanziarie, valutando anche l’opportunità di procedere ad una revisione del perimetro dei distretti sulla base di criteri maggiormente razionali”

“La comunità italiana che vive quotidianamente in condizioni di rischio chiede di affrontare un problema che non è più rimandabile e che si ripresenta – ha affermato Moscatt - ormai di frequente, in ogni parte d'Italia. Dobbiamo infatti ricordare che la gestione del territorio non è un costo ma un volano per l'economia oltre che indicativo del grado di civiltà di una nazione.

Per questo motivo si ritiene che la figura del geologo rivesta un ruolo di vitale importanza per dare concreta attuazione ad un ampio ed organico programma di prevenzione volto alla messa in sicurezza del nostro territorio nei confronti dei fenomeni naturali calamitosi. 




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