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Convegno
Le acque sotterranee fra tutela ed utilizzo sostenibile della risorsa
mer 03 ott, 2012
Piacenza (GEOFLUID)
Ente organizzatore: ARPA Emilia Romagna

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Sala Convegni B

Sessione A:
Nuove conoscenze e nuovi approcci al monitoraggio, in applicazione alla Dir. 2000/60/CE

Sessione B in collaborazione con ANIPA (Associazione Nazionale di Idrogeologia e Pozzi Acqua):
Gestione sostenibile della risorsa idrica sotterranea e problematiche di contaminazione

Sessione A: ore 9.00 - 13.30
Sessione B: 14.15 - 17.00

Il monitoraggio e la gestione sostenibile delle acque sotterranee sono i temi affrontati nel Convegno organizzato da Arpa Emilia-Romagna in collaborazione con ANIPA, nel quale si confrontano le esperienze di diversi soggetti istituzionali, responsabili dell’attuazione delle Direttive europee sulle acque, con gli approfondimenti maturati sia in ambito accademico che tecnico. La gestione della risorsa idrica si colloca nell’ambito più ampio della pianificazione per Distretti Idrografici al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi di qualità.

Le Direttive europee 2000/60/CE e 2006/118/CE, rispettivamente Direttiva Quadro Acque e Direttiva Acque Sotterranee, sono state recepite in Italia dal D.Lgs. 30/2009, che ha contestualmente modificato il Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006). La nuova normativa impone che tutti i corpi idrici sotterranei raggiungano entro il 22 dicembre 2015 lo stato “buono”, sia per l’aspetto chimico che quantitativo.

L’applicazione della nuova normativa ha modificato, rispetto alla normativa previgente, i criteri per la definizione dei corpi idrici sotterranei, le modalità con le quali effettuare il monitoraggio chimico e quantitativo della risorsa, sia in termini di definizione delle stazioni di monitoraggio, che di frequenza di campionamento e misura, oltre che dei parametri chimici da tenere in considerazione.

Le pressioni antropiche che insistono sulle acque sotterranee e gli eventuali impatti, la cui entità può o meno determinare il raggiungimento degli obiettivi di buono stato, sia chimico che quantitativo, sono alla base dei criteri utilizzati nella definizione dei corpi idrici, insieme alle caratteristiche geologiche e idrogeologiche.

Il nuovo monitoraggio è in grado di distinguere lo stato ambientale delle acque sotterranee in base alla profondità degli acquiferi individuati, che sono in generale progressivamente meno vulnerabili alle pressioni antropiche, le cui stime come carichi inquinanti originati da fonti puntuali e diffuse sono state aggiornate per valutarne l’entità che grava su ogni corpo idrico.

Particolare attenzione nella Sessione dedicata al Monitoraggio, viene posta alla presenza di origine naturale di sostanze chimiche indesiderate o inquinanti, che possono compromettere gli usi pregiati della risorsa idrica, come ad esempio quello potabile, ma non per questo compromettere il raggiungimento degli obiettivi ambientali.

La nuova normativa impone pertanto una corretta definizione dei valori di fondo naturale di queste sostanze per individuare gli eventuali impatti antropici e definire le corrette azioni da intraprendere per ripristinare la qualità delle acque sotterranee fino alle situazioni naturalmente presenti negli acquiferi.

Al contrario, la presenza di nitrati nelle acque sotterranee, derivanti dall’uso di fertilizzanti chimici in agricoltura o dall’utilizzo di reflui zootecnici, indicano impatto antropico che si può considerare preoccupante sia quando le concentrazioni medie riscontrate in ciascun corpo idrico sono elevate, sia quando si riscontrano tendenze significative e durature all’aumento.

Per questo motivo è stata posta particolare attenzione nella Sessione dedicata alla Gestione delle risorse idriche agli aspetti legati alla vulnerabilità delle acque sotterranee ai nitrati e la nuova disciplina di gestione dei reflui zootecnici in applicazione alla Direttiva Nitrati.

La corretta gestione della risorsa idrica passa infatti attraverso una pianificazione di Distretto Idrografico supportata da analisi modellistiche, spesso in grado di sviluppare scenari previsionali sia per quanto riguarda gli aspetti quantitativi che qualitativi.

Scarica l'allegato Convegno_ARPA_3-ottobre_2012.pdf (156 kb) File con estensione pdf
Riconoscimento crediti APC : 8
(richiesti)




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